NON C'E' SOLO EBOLA

 

 

 

Nuovi virus, Chik-V fa tremare i Caraibi

 

 Flavio Bacchetta, KINGSTON, 20.10.2014 “Il Manifesto”

L'altra epidemia. Emergenza chikungunya in Giamaica. Niente vaccino né rimedi efficaci contro una malattia che non è ancora stata classificata. A causarla la stessa zanzara che trasmette la dengue. E anche gli Stati uniti si scoprono impotenti

 

Dopo il nuovo record di omi­cidi ordi­nari ed extra giu­di­ziari, la Gia­maica è in testa anche nella clas­si­fica carai­bica dei casi di chi­kun­gu­nya virus. Dopo mesi di panico immo­ti­vato per i casi di Ebola negli Stati Uniti, con con­se­guente aumento dei con­trolli alle fron­tiere per i pas­seg­geri pro­ve­nienti dai Paesi afri­cani, ora i Caraibi anglo­foni fron­teg­giano una minac­cia reale. Anguilla, Anti­gua, Bar­ba­dos, Baha­mas, Gia­maica e Tri­ni­dad & Tobago regi­strano migliaia di casi; non esi­ste vac­cino, né rimedi far­ma­ceu­tici effi­caci, in quanto il virus (per­ché di que­sto si tratta) è ancora ignoto.

L’astruso ter­mine che lo defi­ni­sce (i gia­mai­cani abbre­viano, chik-V) non con­tem­pla ancora una clas­si­fi­ca­zione scien­ti­fica. Si cono­sce solo il vei­colo che lo tra­smette, l’Aedes Aegypti, una zan­zara della spe­cie affine all’anofele, la quale è respon­sa­bile anche della den­gue, la mala­ria emor­ra­gica che affligge il con­ti­nente americano.

Il numero dei casi di chik-V riscon­trati, è in con­ti­nuo aumento, soprat­tutto in Gia­maica. L’assenteismo sco­la­stico e negli uffici è altis­simo, per via degli edi­fici fati­scenti e umidi, ideale habi­tat degli insetti; ciò accre­sce la paura per stu­denti e impie­gati. Sin­tomi pri­mari: feb­bre fino a 40°, mal di testa feroci, dolori arti­co­lari vio­lenti, soprat­tutto ai polsi e alle ginoc­chia, che nei pazienti più anziani lasciano postumi di artrite permanenti.

Il rash cuta­neo è spesso così forte che tra­sforma la doc­cia con l’acqua fredda in una tor­tura, ed essendo quella calda un lusso per pochi, le sof­fe­renze aumen­tano. Molti pazienti, rima­sti immo­bi­liz­zati per set­ti­mane, hanno richie­sto assi­stenza con­ti­nua. Alcuni gia­mai­cani in visita a parenti in Flo­rida, sono dovuti ricor­rere alle cure dei sani­tari ame­ri­cani, che hanno rico­no­sciuto la loro impo­tenza nel fron­teg­giare la malat­tia.
Gli anti­bio­tici tra­di­zio­nali sono poco effi­caci: unici medi­ci­nali che alle­viano i dolori, iro­ni­ca­mente, sono quelli più eco­no­mici, quali i Pana­dol da banco. La gente in preda al panico si rim­pinza di que­ste pil­lole, anche in assenza di sin­tomi, cor­rendo il rischio di ulcere interne. Bam­bini, vec­chi e adulti in con­di­zioni debi­li­tate pagano il dazio più alto. Le con­se­guenze emor­ra­gi­che sono limi­tate per ora, e que­sto abbassa il numero dei casi letali.

La causa prin­ci­pale della dif­fu­sione virale è impu­tata all’immagazzinamento dell’acqua. In Gia­maica la for­ni­tura di acqua cor­rente è mono­po­lio della Nwc (Natio­nal Water Com­mis­sion) società a par­te­ci­pa­zione sta­tale. Le tariffe sono le più alte nei Caraibi, tanto che solo il 40% della popo­la­zione può per­met­tersi que­sto pri­vi­le­gio. Gli altri sono costretti a rifor­nirsi dai camion che girano l’isola, dai tor­renti o rac­co­gliendo acqua pio­vana, fil­trata poi per ren­derla pota­bile. Il pro­blema è qui: l’acqua andrebbe con­ser­vata in ser­ba­toi spe­ciali di pla­stica sigil­lati, che sono caris­simi; per cui i più poveri ricor­rono a reci­pienti improv­vi­sati, che se non chiusi a dovere per­met­tono alle zan­zare di depo­si­tarvi le larve e dif­fon­dere così il contagio.

La Car­pha (Carib­bean Public Health Agency) di Tri­ni­dad, afferma che l’epidemia è desti­nata ad aumen­tare ver­ti­gi­no­sa­mente nei pros­simi mesi. Le sta­ti­sti­che par­lano di 750 mila casi nel con­ti­nente ame­ri­cano, di cui 150 mortali.